TESTIMONIANZA DI UN SEMINARIO DI VITA NUOVA PER RELIGIOSE

Il Battesimo nello Spirito della Madre Generale

Roma, 09.01.2019
Ho ricevuto la prima volta l’effusione dello Spirito Santo nel 2013 e in quella occasione il Signore, attraverso la sua Parola, mi ha detto che voleva realizzare qualcosa di grande nella mia vita che avrebbe comportato delle sofferenze.
Nel Capitolo Generale del 2017 vengo eletta superiora generale dell’Istituto religioso delle Suore Piccole Operaie dei Sacri Cuori, a cui appartengo.
Nasce subito nel mio cuore il desiderio di ricevere nuovamente l’effusione dello Spirito Santo per avere da Lui i doni e le ispirazioni necessari per guidare bene il “gregge” che ha voluto affidarmi, ma preferisco non parlarne con nessuno, lasciando a Dio la decisione di permetterlo se e quando l’avesse voluto.
L’occasione si presenta con il Seminario di vita nuova proposto da Padre César alla nostra comunità di Casa Generalizia, perché conosce due consorelle che pregano già da qualche anno con il grupo “Tu sei Pietro” nella Chiesa di Sant’Anna nel Vaticano. Così il 5 gennaio c.a. si è realizzato il desiderio che portavo nel cuore e che solo Dio conosceva.
Durante l’effusione il Signore mi ha parlato del “prestigio del capo” attraverso il libro di Giobbe e mi ha confermato che cammina sempre “avanti a me”, come Gli chiedo ogni volta che devo andare in una comunità o devo incontrarmi con una persona.
Di tutte queste meraviglie operate nella mia vita, ne rendo lode e grazie a Gesù e Maria che ho sempre considerato le “stampelle” sicure a cui potermi appoggiare nel mio cammino, sopratutto nei momenti di difficoltà.
Ringrazio ancora Padre César per aver accolto l’ispirazione di venire tra noi e a tutte le persone che hanno permesso la realizzazione del Seminario di vita nuova e l’effusione dello Spirito di Dio nella nostra comunità.
Madre Giancarla Dima
Approfondimenti: il seminario di vita nuova è stato organizzato e portato avanti dal gruppo “Tu sei Pietro”, il coordinatore del ministero di evangelizzazione è stato il Sig. Amedeo Martina. Hanno fatto parte della equipe suor Gemma Gianjorio, suor Inés Tapia, suor Mariella, Amedeo Martina, Don César e altri fratelli del gruppo Tu sei Pietro nel servizio della preghiera, la musica e il canto.

 

TESTIMONIANZE DI UN RITIRO SULLA GUARIGIONE NEL PERDONO

L’abbraccio del Padre

23 OTTOBRE 2018
Padre: sabato mattina qui a Palermo e successo qualcosa di incredibile che ha cambiato la mia vita dal di dentro durante l’abbraccio del padre che abbiamo ricevuto sicuramente qualcosa di dentro di me e cambiata perche sento le parole nel profondo del mio cuore che Dio mi ha detto attraverso di lei e che mi risuonano continuamente cambiando continuamente la mia vita ho vissuto qualcosa di incredibile e sconvolgente durante questo ritiro cosa che mai mi era successo nonostante dal 94 frequenti il rns sono sicuro che qualcosa dentro di me e cambiata e probabilmente cambierà ancora mi riferisco alla relazione con Dio che da 49 quasi 50 ho sempre cercato ma non potevo averla sicuramente per la relazione non bella che ho avuto con mio papa che adesso da aprile e venuto a mancare .mentre lei parlava della riconciliazione che noi dobbiamo fare con il padre celeste e presentava le varie figure dei padri terreni che noi inconsciamente trasferiamo al padre celeste fiumi di lacrime mi scendevano senza poterle trattenere tutto ad un tratto ho visto internamente nella mia mente la figura di mio papa molto severo rigido chiuso e quasi molto arrabbiato ed effettivamente lui era cosi don puo immaginare benissimo quello che ha potuto causare questo nella mia vita ma sabato Dio ha cambiato tutto quando lei ha iniziato la sessione sull’abbraccio del padre quando per farla breve dopo aver ricevuto alcuni abbracci da alcuni padri che erano li per rappresentare il padre celeste ,chiesi e lei don un abbraccio e lei con grande disponibilità mi disse di girare e salire sull’altare dove lei si trovava.qui secondo me e avvenuto qualcosa di incredibile e che ha sconvolto la mia vita lei abbracciandomi mentre io piangevo singhiozzando mi parlava in nome di Dio dicendomi che Dio d’ora in poi era con me e stava con me per sempre e che io non avevo più bisogno di andare e girare di qua e di la per trovare e avere Dio e l’amore di Dio perche era arrivato il momento che era questo a me mi vennero dal di dentro solo queste parole gloria a dio poi lei mi mise le mani in testa pregando su di me e forse facendomi pure il segno della croce dopo di che caddi a terra credo e penso  nel riposo dello spirito e il cuore mi comicio a battere come non mai.
Marcello.

E poi a più di un messe di distanza – il 27 novembre’18 – Marcello ha scritto:

Dopo quel ritiro don cesar non mi sento più solo ho un padre quando ho problemi di ogni genere ricorro a questo meraviglioso padre e al suo amore che mi ha messo dentro non sono più solo Dio padre e sempre con me e sarà sempre con me per ogni tipo di problema. Amen
Marcello

TESTIMONIANZE DI UN RITIRO DI LIBERAZIONE

Liberazione definitiva della dipendenza di alcol

 

Sono passati 4 mesi dal ritiro di guarigione e liberazione fatto da fon César, dove andai per cercare un po’ di consolazione per la recente morte di mio marito. Da quel ritiro son tornata a casa con una strana gioia nel cuore, con una gran voglia di vivere è una nuova forza interiore. Che strano! Era sparita la tristezza che da un po’ di tempo mi accompagnava …NON DOLO! Dopo qualche giorno mi sono accorta che non stavo bevendo e che l’ultimo bicchiere di vino l’avevo bevuto al ritiro. INCREDIBILE! Amavo molto il vino e ne facevo abuso. Negli anni l’amore si è trasformato in vizio e il vizio in dipendenza. Quante volte in passato ho provato a smettere senza riuscirci ! Da quel giorno, senza la mia volontà, senza nessuno sforzo, e senza neanche la mia consapevolezza, il desiderio di bere è letteralmente sparito. È come se non avessi mai bevuto in vita mia. Non mi piace proprio più. INCREDIBILE! Ora ho il cuore colmo di gioia e di gratitudine per il Signore che ha sostituito la vuota ebrezza da vino con la sobria ebrezza dello Spirito.

E.

TESTIMONIANZE DI UN RITIRO SUL PERDONO

L’abbraccio del Padre e una profonda liberazione della colpa

L’affannosa ricerca della Pace interiore mi ha portato, dopo due anni e mezzo di sofferto e doloroso pellegrinare, a partecipare al convegno tenuto da Don Cesar il 4 e 5 novembre avente ad oggetto ” Perdono: cardine della guarigione interiore”. 
Perdono, perdono, perdono… la mia anima assetata di pace ardeva dal desiderio di riceverlo ma non riusciva a trovarlo…
Il 16 marzo 2015, un lunedì piovoso, mio padre, dopo una lunga e dolorosa malattia morì ed io fui trafitta da un dilaniante senso di colpa. La sera antecedente alla

 sua morte, prima di andarmene, mi accorsi che il campanello d’allarme era rimasto sul cuscino dopo la flebo ma lo lasciai dov’era senza appenderglielo. Pensai che il personale di turno, che alle 20:00 avrebbe dovuto somministrargli il medicinale, nel sistemargli il letto che avevo lasciato con lo schienale un po’ alzato, lo avrebbe appeso sul triangolo di supporto. Nel parcheggio dell’ospedale provai un senso di colpa nel lasciare mio padre solo, chiamai mia madre ma pure lei, come mio padre stesso, mi disse di tornare a casa che la mattina seguente sarebbe andata da lui fino al mio arrivo. Mi convinsi e rincasai con una strana pesantezza nel cuore. Quella fu l’ultima volta che vidi mio padre vivo. L’indomani alle 05:30 squillò il telefono: mio padre era deceduto…
Un senso di vuoto ed un dolore mai provato prima d’allora si impossessarono di me. Non potevo credere che non avrei mai più potuto abbracciare mio padre, non riuscivo ad accettare tale realtà. Mi aveva abituato a sovvertire tutti i nefasti pronostici tornando sempre da noi, sempre più provato ma sempre da noi. Quando andai in camera per prendere ciò che gli apparteneva vidi sul comodino la medicina che avrebbe dovuto prendere alle 20:00. In quel preciso istante mi sentii gelare il cuore, rimasi impietrita perché un senso di colpa devastante mi travolse: e se non avesse potuto chiamare aiuto perché non gli appesi il campanello? Dal quel momento mi sentii responsabile della sua morte. Il mio cuore si chiuse in una profonda amarezza. Confessavo e riconfessavo questa mia omissione ma nessuna assoluzione metteva a tacitare questo senso di colpa che mi divorava, che mi schiacciava come un macigno, un peso enorme, insostenibile… Così la vita iniziò scorrermi addosso ed io smisi di viverla. Mi sentivo indegna in quanto responsabile d’averla tolta al mio adorato padre…
Durante la catechesi di Don Cesar le sue parole iniziarono a scalfire questa granitica durezza del mio cuore; mentre le lacrime solcavano il mio volto piano piano iniziavo a slegare questo legame di morte che attanagliava la mia anima. Ma fu durante la preghiera comunitaria che un terremoto spiritale fece cadere le resistenze all’appello del Signore di lasciare amare e di liberarmi da tutti i sensi di colpa. La parola annunciata da Don Cesar di un padre che veniva ad abbracciare, assieme al Padre Celeste, la figlia che non era riuscita a chiedergli perdono prima della sua morte mi trapassò il corpo come una scarica elettrica. È difficile spiegare a parole cosa provai… avrei voluto gettarmi tra le braccia di quei padri di famiglia che prestavano le loro braccia al Padre Celeste per stringere a sè tutti coloro che lo desideravano ma non ne ebbi il coraggio perché ancora mi sentivo indegna. Il Signore, nella Sua infinita bontà, non lasciò che questo desiderio rimanesse inesaudito e fece sì che nell’abbraccio di Don Cesar potessi avvertire tutto il Suo Amore di Padre… Con il cuore sperimentai il calore del perdono e della misericordia di Dio; in quel momento mi sentii amata, avvertii la presenza reale sia di mio padre che del Signore, sentii sciogliersi nel cuore tutte le mie resistenze. Piansi tanto e in quel pianto catarticamente il senso di colpa iniziò ad allentare la sua morsa per lasciare il posto ad una sensazione di pace. 
Benedico, lodo e ringrazio il Signore per questa grande Grazia! Per avermi fatto incontrare Don Cesar e tramite lui per avermi riconciliato a Sè e con me stessa! 
Con il mio vissuto desidero testimoniare come il Signore abbia fatto di me una “nuova creatura”, quanto meraviglioso sia sentirsi amati da Lui e come la vita acquisti una dimensione del tutto diversa… 
Ora comprendo l’immensa Grazia della Paternità Celeste: un’esperienza unica della reale presenza del Signore in me e con me e che mi porta a ringraziarLo per avermi donato sulla terra un padre così speciale e per avermi stretta al Suo immenso ed infinito Amore. 
Rinfrancata e fortificata nella fede da questo abbraccio posso ora continuare il percorso di guarigione interiore mano nella mano del mio Padre Celeste, sicura che mai sarò sola. 
Nel mio cuore alberga ora un profondo senso di Pace, una Pace che mi permette di vivere il presente riconciliata col passato. 
Don Cesar la ringrazio di cuore per avermi permesso di vivere questa grande Grazia dell’esperienza del Perdono, accogliendone in me il Dono. 
Grazie! Che il Signore la benedica e l’accompagni nella sua missione!

Katja

Il perdono , sorgente di pace e di serenità

Sono una giovane religiosa originaria dell’Africa e vivo a Roma da circa 4 anni, quindi lontana dai miei cari genitori che ricevo le notizie solo per via telefonica. Ho avuto l’opportunità di partecipare ad un ritiro spirituale animato dal Reverendo Don Cesar che mi ha stupito e quasi trasformata. Vorrei lodare e ringraziare il Signore che nel suo immenso amore non abbandona alla disperazione i suoi figli. Lo benedico per il dono dei suoi ministri consacrati che ci rivelano il suo volto misericordioso, soprattutto, per l’esperienza che mi ha fatto vivere in questa occasione speciale…

Per dire la verità, io ero schiacciata sotto il peso di uno di questi rancori che non si fanno riconoscere a prima vista ma che consumano nel segreto coloro che le portano. Sto attraversando nella mia famiglia umana una esperienza abbastanza dolorosa. Concretamente, nell’estate scorso sono andate in famiglia per le vacanze e contrariamente a ciò che viviamo di solito in questi periodi d’incontri, mi sono trovata in una situazione in cui tutti i membri della famiglia erano in confusione. Perché il mio papà ha deciso di rinunciare al suo matrimonio con mia mamma, per sposare un’altra donna. Tenetevi bene in mente che sto parlando di un uomo che è stato un vero modello di vita spirituale e morale, sia per noi i suoi figli che per il suo “entourage”. Lui era un catechista e nei paesi africani, è molto importante nella comunità cristiana, giocava il ruolo del prete in caso di necessità. Tanti dei suoi discepoli in fatti sono diventati catechisti sul suo esempio ed altri ferventi cristiani. Ed ora è considerato come un pagano, non ha più accesso ai sacramenti. Un tale comportamento in breve, fu un vero scandalo per tutti quanti, a tal punto che i miei congeniti non ebbero il coraggio d’informarmi il dramma che stava succedendo. Loro temevano da parte mia di una reazione disastrosa essendo così lontana di casa. Fu soltanto all’ultimo tappa che mi portava a destinazione che delegarono una signora per cui avevo tanto rispetto di accennarmi la situazione. Ed io, anche se in questo momento mi mancavano le forze, mi sono dominata, accontentandomi di un profondo sospiro. Ho semplicemente detto : “è una debolezza umana” “è successo, papà si è sbagliato, che possiamo fare?”. Ma non potete immaginare il fuoco che si era asceso in me, neanch’io mi rendevo conto! Arrivata a casa, mi sono comportata come se niente fosse successo, mantenendo le mie abitudine aspettando qualche spiegazione da parte del mio caro papà che, forse senza la mia iniziativa, non mi avrebbe detto nulla. Anche questo fu un colpo di lancia alla mia fiducia in lui. Passavo delle notte bianche, Non riuscivo a digerire la cosa che mi sembrava un incubo, abbominabile e inammissibile! Però non ho manifestato il mio stato d’anima a papà per chi ho sempre avuto rispetto e qualche volta difeso dalle critiche. Alle mie sorelle che si lagnavano, dicevo sempre da buona religiosa, di perdonarlo perché anche lui è un uomo, ed è capace di sbagliarsi , che forse anche noi abbiamo contributo in qualche maniera ad introdurlo in questo sbaglio. E quindi dobbiamo pregare affinché il Signore intervenga cambiando le cose come a Lui piace etc.…

Ma quanto è facile consigliare gli altri! Però quanto ne soffrivo in realtà! Sono ritornata così addolorata ed indebolita che questa situazione mi ha introdotta in una confusione indescrivibile, riapprendo in me tante ferite di cui stavo in processo di guarigione. Cominciai a rinchiudermi in me stessa, rispondevo poco ai messaggi dei miei amici, riducevo al massimo le relazioni fraterni, evitavo gli occasioni di confidenza… In somma volevo mettere fine ad ogni relazione! Ma, non potete immaginare quanto questa situazione che sembrava a prima vista non avere a che fare con la mia vita spirituale influiva tanto sulla mia relazione con Dio! In fatti perdevo piano piano il mio fervore di un tempo, dormivo quasi sempre alla meditazione, alle preghiere… evidentemente facevo le novene per la famiglia, ma c’era qualche cosa che non tornava, ed io l’ho capito con questa predica di Don Cesar. In realtà, io avevo fatto il passo di comprensione riguardo a papà, avevo ammesso che poteva sbagliarsi, ma non ho accettato la situazione reale, non l’ho perdonato affatto con unzione. Mi mancava quindi qualche cosa di cristiano, e durante l’adorazione comune il Signore me l’ha fatto capire. Ho pianto amaramente e ho deciso fermamente di perdonare, anche se non me la sentivo: prima di tutto a me stessa, a papà, a mamma e a tutti quelli che, in qualche modo hanno contribuito a questo errore.

Non posso confermare che ho dei risultati di questo perdono, ma la serenità che avverto è già per me una grazia del Signore e spero che la sua grazia non si limiterà soltanto alla mia persona, ma anche a tutti i membri della mia cara famiglia e a tutti quelli che sono stati feriti dalla situazione. Dicendo questo invito tutti quanti a pregare per le famiglie che stano vivendo una situazione del genere o altri problemi molto dolorosi .

Un grazie particolare a Don Cesar e che il Signore le conserva sempre nel suo amore.     Grazie!

TESTIMONIANZE DEL RITIRO SVOLTOSI IN AGOSTO 2016

“In questa settimana sono stata portata per mano a fare silenzio dei rumori di fondo e sperimentare la preghiera di ascolto”

A conclusione di questi Esercizi Spirituali posso dire di avere sperimentato veramente la preghiera di ascolto. In realtà credo di essere arrivata sin qui con la certezza che la volontà di Dio per me è veramente il meglio per me, che tutto quello che ho mi è stato donato e affidato da Dio; e che di tutto questo a me, come a tutti del resto, ne è stata data la custodia.
Ma quello che mi è sempre sembrato difficilissimo, a volte anche una meta irraggiungibile, è capire quale possa essere il progetto di Dio per me, capire quali doni io possa avere ricevuto, per potermi mettere veramente al lavoro con umiltà nella vigna del Signore in armonia con il Suo volere.
In questa settimana sono stata portata per mano a fare questo, fare silenzio dei rumori di fondo e sperimentare la preghiera di ascolto; e così ho ricostruito gran parte della mia vita, ho rimesso in ordine tasselli che avevo sottovalutato o rimosso; ho fatto questo nella preghiera personale dopo le motivazioni della mattina e del pomeriggio, aiutandomi con la memoria ed il ragionamento come è mia abitudine fare ma ho sperimentato questa volta come questo sia nulla di fronte alla lettura della propria vita fatta con il cuore in ascolto della Sua Parola; in questa settimana sono stata aiutata a fare proprio questo, mettermi in ascolto.
E con il cuore ho ascoltato anche quelle parole “figlia mia io sarò con te” sulle quali posso ricostruire una vita intera.
Mi è capitato in passato di ripetere “tutto posso in Colui che mi da forza” ma adesso mi rendo conto di quanto avessi bisogno di sentirmelo davvero dire.
Nella ricostruzione del passato, delle ferite, delle sentenze più o meno inconsapevoli, che hanno condizionato la mia vita, ho avuto aiuti che mai avrei immaginato, sogni, profumi, avvenimenti, sui quali ho ricostruito non solo le sentenze e le ferite che hanno condizionato la mia vita, ma con i quali ho ripercorso alcuni avvenimenti che hanno condizionato la vita di chi è stato artefice di quelle ferite, quelle sentenze.
E così ho capito come la benedizione ed il perdono sana le mie ferite anche attraverso la compassione con chi me le ha procurate più o meno inconsapevolmente.
Un altro momento fondamentale che vorrei condividere è stato quando durante l’Adorazione Eucaristica ho ricordato il timido desiderio in passato di essere devota al Sacro Cuore di Gesù, e poi mi sono ricordata che era venerdì, che era il primo venerdì del mese ed avevo adesso l’occasione di impegnarmi veramente.
Adesso quando prego non dico, come prima, quasi sempre “Signore nostro” ma dico sempre più spesso “Signore mio”.
Un altro momento importante, e salto adesso al giorno conclusivo ed al Vangelo del giorno, è quando ho capito davvero come quel “Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami padre, madre, moglie, figli..” è possibile perché io amo i miei figli attraverso il desiderio che si possa compiere il progetto che Dio ha per loro, che è l’unico che potrà dargli la vera gioia; questo desiderio vuol dire amare il Signore più dei figli, prima dei figli, perché il mio grande amore per loro passa attraverso, viene dopo, la Fede nell’immenso amore di Dio.
Lode a Dio e grazie per aver chiamato anche me a questa esperienza che rappresenta un punto di arrivo, trasformazione e ripartenza.
Alessandra

“Dio mi vuole vedere felice, contento, realizzato”

Salve. Sono Marco Cafasso. Ho avuto il piacere di condividere la settimana del ritiro spirituale a Morlupo. Proverò ad essere sintetico perché avrei tante cose da dire. Non è facile esprimere con parole le sensazioni e le emozioni che ho provato. Per me davvero è stata una settimana intensa di vita monastica per stare solo con Gesù. Gli esercizi spirituali come ci ha spiegato lei mi hanno aiutato a liberare l’anima da tutte le affezioni disordinate, ad eliminarle e cercare la volontà di Dio nell’organizzazione della mia vita. La frase che più mi ha colpito è stata questa: non è il sapere molto che sazia e soddisfa l’anima, ma il sentire e il gustare le cose internamente. Io ripeto le espressioni che lei ha usato durante gli incontri perché non riuscirei diversamente e con altre parole ad esprimere concetti così chiari e pieni di significato. Che dire ancora: le lodi mattutine, la preghiera carismatica, la preghiera personale, il pranzo, le motivazioni, la Santa Messa, la preghiera notturna mi hanno segnato profondamente, mi hanno cambiato. Prossimo libro da acquistare: The Power of Worship. La nostra felicità deriva dal lodare, servire e riverire il Signore come più volte ci ha ripetuto. Ogni momento, attimo vissuto durante il ritiro mi ha fatto capire tanto: il Signore dà a me una vita nuova. Dio mi vuole vedere felice, contento, realizzato. Io chiedo al Signore di aiutarmi a comprendere la sua volontà per me, qu

ello che desidera che io faccia per il mio bene, di rinunciare al mio copione e di percorrere un’altra storia, un altro programma. C’è un canto che mi è rimasto impresso nella mente: che cosa ti posso dare, che già non mi abbia dato tu, che cosa ti posso dire che già mi abbia detto tu. Sono contento di aver vissuto questa esperienza con lei, di aver conosciuto i sacerdoti, di aver conosciuto fratelli che ho amato. Mi piacerebbe poter partecipare al prossimo ritiro Pregherò per lei, i sacerdoti e i fratelli che ho incontrato. Marco.

“è proprio questo che mi sono portata con me tornando a casa: un Padre che mi ama!”

Sono arrivata agli esercizi spirituali con tanta tristezza e preoccupazioni nel cuore ma raccogliendo pienamente l’invito di Don Cesare a distaccarci da ogni cosa, ho cominciato a sentire una quiete, Gesù mi stava dando la grazia di pensare solo a Lui e a me. Impersonando la figura dell’angelo nella contemplazione della natività, ho sentito che Gesù mi chiedeva di abbandonare i miei soliti discorsi e di portare il lieto annuncio del suo Amore di padre a tutte le persone che mi avrebbe affidato in questo anno. Ma poi mi sono chiesta, come farò io tutto questo? io so che Dio è Amore, che è padre ma non l’ho mai sperimentato su di me, non so cosa sia l’abbraccio del padre, la carezza, l’amore. Nella messa del sabato mattina Don Cesare invitava tutti a pregare in lingue, a lasciarsi andare, cosa che per me è molto difficile, ma ad un certo punto sono riuscita a lasciarmi trasportare dal loro canto ed ho sentito un calore in me, proprio come un abbraccio. Il pomeriggio contemplando i doni ricevuti mi sono resa conto di essere stata veramente privilegiata, di aver ricevuto tanti doni e allora mi sono detta: “chi è che può farti tutti questi doni se non un padre?” ed è proprio questo che mi sono portata con me tornando a casa: un Padre che mi ama, che mi prende per mano che sarà sempre con me come mi ha confermato con la sua Parola nella preghiera che i fratelli facevano su di me “non temere io sarò sempre con te”. Anna Rita

“Ho capito la forza della preghiera comunitaria“

Ringrazio e lodo Gesù e Maria per il dono di aver partecipato al ritiro di Morlupo con Don César che si è reso uno strumento nelle mani di Dio per me e ognuno di noi, ho ricevuto due doni di grazie, la sera del martedì Don César mi chiese di interpretare Maria nella rappresentazione dell’annuncio dell’Angelo e della nascita di Gesù, nel silenzio ho ascoltato le preghiere che ognuno rivolgeva a Maria e a Gesù erano preghiere d’amore vero, le ho fatte mie le preghiere dei fratelli per la prima volta da quando sto nel rinnovamento, e vi confesso che da un anno che stavo pensando di andare via dal rinnovamento dopo 16 anni che ero nel movimento, perché non comprendevo la preghiera comunitaria, prima non sentivo la preghiera del fratello non la facevo mia: era la sua è basta, ora è anche la mia, ho capito la forza della preghiera comunitaria sia nella lode che dell’Intercessione siamo TUTT’UNO UN SOL CORPO E UN’ANIMA SOLA. La potenza della lode è immensa. guarisce i cuori induriti rendendoli cuori di carne ci dona gli stessi sentimenti di Gesù. Ho provato e sentito per la prima volta la maternità di Maria, una madre piena d’amore che accoglie tutti i suoi figli e le nostre preghiere e le porta a Gesù. Mi sono sentita amata da Maria, ho sentito il suo amore per me, vi dico questo perché non avevo mai sentito il suo amore per me, ora Amo di un amore immenso nostra Madre Maria. Nel dono del silenzio ho ascoltato, ringrazio Dio per ognuno di voi e Don César e il rinnovamento carismatico, la nostra vita sia una lode incessante a Gesù.
Mi sono dimenticata di dire nella parte finale che non ci si salva da soli ma insieme.
Laura

“anche io ho valore!”

Ti rendo grazie Signore perché attraverso la comprensione di alcune sentenze mi hai portato alle radici della mia vita, mi hai fatto capire perché non riuscivo a lasciarmi andare fino in fondo con Te, perché non riuscivo ad amarmi. Tu mi hai tenuta cuore a cuore con Te, proprio sul Tuo cuore, mi hai mostrato l’AMORE, mi hai dato Te stesso perché sei Tu l’Amore, quello vero. Ti amo e ti rendo grazie Signore perché mi hai detto che anche io ho valore, sono costata il Tuo Sangue, l’hai versato anche per me. Ti amo e ti rendo grazie perché hai cominciato a guarirmi, stai ridando gioia alla mia vita. Ti amo perché mi hai portata nel deserto e mi hai sedotta. Voglio essere in intimità con Te, oggi e sempre. Metti nel mio cuore tanto di quell’amore che il mio cuore non ce la faccia a contenerlo e lo lasci straripare e lo faccia scorrere come un fiume d’acqua viva sulle persone che incontro, sui miei fratelli e sorelle, perché chi incontra me trovi Te. Ti amo Signore e so che Tu mi ami….e come è bello poterlo sentire. Grazie Gesù
Antonella

“E lì ha iniziato a dirmi PAROLE D’AMORE”

Sono arrivata a questa settimana molto stanca sia fisicamente che emotivamente e non sapevo bene cosa aspettarmi da questi esercizi. Mi preoccupava il tanto silenzio che avevo paura di non essere in grado di sostenere.
Da subito il Signore mi ha detto: “la riconquisterò la porterò nel deserto e le dirò parole d’amore…” e sentivo ancora: “cuore a cuore ti parlerò…” queste parole hanno accompagnato tutti gli esercizi, senza comprendere subito quanto il Signore volesse fare per me. Poi nelle varie motivazioni c’era la contemplazione dell’ultima cena dove siamo stati invitati a chiedere a Gesù di entrare in intimità con Lui, con i suoi sentimenti e ho iniziato a chiedergli di essere lì intorno a quel tavolo, di contemplare lo spezzare del pane, di essere il suo discepolo intimo e ho chiesto: “Signore cosa devo fare per entrare in intimità con Te?”. La Sua risposta chiara come mai l’avevo sentita è stata: “GUARDA ME” Ho vissuto la contemplazione, l’adorazione, più intima, più profonda, più cuore a cuore che abbia mai vissuto e lì ha iniziato a dirmi PAROLE D’AMORE.
Lode a Dio.
Alessia

“Nel silenzio e nella contemplazione riuscire a far tacere il proprio io, per far posto alla voce di Gesù”

Avere la possibilità di vivere una settimana cuore a cuore con Gesù è un grande dono di Dio, un privilegio immenso che mi ha permesso di gustare quanto è buono il Signore e quanto grandi sono le sue opere. Nel silenzio e nella contemplazione riuscire a far tacere il proprio io, per far posto alla voce di Gesù e alla sua volontà sulla mia vita, è stato un esercizio a volte doloroso, ma un toccasana.
Più il Signore mi rendeva consapevole delle mie ferite, dei miei peccati, più agiva teneramente e misericordiosamente nel mio cuore e lo riempiva di consolazione, di pace, di amore. Riconoscendomi creatura amata da Dio, cresceva in me la gioia e la lode verso d Lui.
Ringrazio Gesù per avermi donato questa bellissima e risanante esperienza.
Un grazie affettuoso a Don César per il suo prezioso servizio, che ha permesso tutto questo, e ai fratelli e alle sorelle che con me lo hanno condiviso.
Michela

“una nuova Alleanza”

Sono giunta a questo ritiro con tanti quesiti e incertezze su cui pregare…. ma oggi mi rendo conto che il signore ha tolto prima quello che riteneva più opportuno ciò che pensavo fosse passato ma che in realtà custodivo gelosamente nel mio cuore non permettendo cosi che passasse la luce ….
Parlo di quel dolore che era con me da ben dieci anni causato dalla perdita del mio compagno venuto a mancare nove mesi prima del matrimonio… giusto il tempo di un parto.
Ma il nostro Signore ci sorprende sempre… oggi mi sento di dire infinitamente grazie perché mi ha aperto finalmente gli occhi del cuore conducendomi nel deserto, li dove nel silenzio ho potuto comprendere e assaporare l’amore di dio e finalmente ascoltare la sua parola.
Il momento più importante per me di questo ritiro è avvenuto quella sera durante la contemplazione della Natività di Gesù…. quando don César ci disse che era arrivato il momento di donare qualcosa di nostro a quel bambino…. Io non avevo nulla, solo un rosario tra le mani, ma che se ne faceva Gesù del mio rosario! … mentre pensavo le mani mi sono scese sul collo li dove avevo qualcosa di grande valore… una catenina con un cuore d’oro che avevo fatto lucidare pochi giorni prima e che mi era stata regalata dal mio compagno con su inciso “sarai sempre con me”……… quella catenina era il mio legame con il cielo. Nel momento in cui l’ho donata fiumi di lacrime uscivano dai miei occhi e dal mio cuore, in quel momento mi sono resa conto di quanta tristezza ancora conservavo, Gesù mi stava guarendo veramente e finalmente quella montagna sul mio cuore si stava sgretolando … mi sentivo come se mi avesse investito un tir, stordita e svuotata. La mattina seguente durante la Santa Messa il sacerdote ci ricordava che era il primo venerdì del mese dedicato al Sacro Cuore di Gesù pertanto ci invitava a rinnovare la nostra alleanza promettendo amore a Gesù …. era proprio il 31 agosto! l’anniversario del mio matrimonio mai avvenuto! e proprio in quel giorno Gesù mi invitava ad un patto d’amore… le parole di una promessa eterna d’amore pronunciate dal sacerdote furono proprio queste… e prometto di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita. Quale dono più grande di questo e quale amore più tenero possa esistere dell’amore eterno di Gesù! quel giorno ho fatto nuova la mia alleanza con il cielo!!!
Me ne sono tornata a casa con la consapevolezza che Dio è un Dio Fedele alle sue promesse … e che presto ricostruirà il mio cuore con pietre d’oro, non so dove andrò che farò e con chi ma l’unica cosa certa è che mi basta la tua grazia signore!!!!!!!
AMEN GESU E’ IL SIGNORE DDELLA MIA VITA
Mi sento a questo punto di aggiungere qualche altra cosa per concludere il meraviglioso disegno di Dio….. quando sono tornata a casa la prima notte ho fatto un sogno e lo voglio raccontare, mi si era rotta la macchina allora l’ho portata a ripararla dal meccanico dopo un po’ sono andata a riprenderla con Stefano il mio compagno ma non era pronta e fui invitata ad aspettare mentre attendevo mi si sono rotti gli occhiali da vista al che Stefano li ha presi e portati a riparare e non è più tornato… cosi sono rimasta lì senza e ci vedevo! quando ad un certo punto ho di nuovo chiesto informazioni sulla mia macchina e di nuovo fui invitata ad aspettare non capivo perché ci volesse tanto tempo per cambiare una batteria ma il meccanico ha tenuto a precisare che l’attesa era dovuta dal fatto che erano stati messi ben 18 litri di olio nella mia macchina… in questo ritiro ho fatto il tagliando al cuore finalmente ora ci vedo con gli occhi del cuore e sono pronta ad andare dove il Signore mi condurrà …
Già dieci anni fa il signore mi diceva: Gv 9 “Ne lui ha peccato ne i suoi genitori ma perché’ in lui si manifestassero le opere di Dio!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Testimonianza dal 29 agosto al 4 settembre presso i rogazionisti di Morlupo guidato da don Cesar
Natascia

“Ti ho affidato la mia vita e Tu l’hai accolta”

Gesù, nella consapevolezza della mia malattia mi hai voluto parlare e consolare, mi hai consigliato di chiedere perdono per i miei errori come madre, come donna e nel lavoro a chi ho fatto soffrire. Mi hai anche detto di non pensare al passato. Quando mi ricordo di un peccato che tu mi hai perdonato, non devo fustigarmi, ma debbo pregare e mettere tutto nelle tue mani, lodandoti con tutto il cuore.
Ti ho presentato, Gesù la malattia dei miei figli, per la verità ho pensato fortemente alla loro conversione. Ti ho ringraziato per mia madre e per mio marito Giorgio che mi sono stati vicino nella preghiera e mi hanno aiutato. Ho chiesto perdono. Ho chiesto perdono per quando, soprattutto nel lavoro, ho operato con giustizia e per giustizia, senza farmi guidare dallo Spirito di carità.
Ti ho affidato la mia vita e Tu l’hai accolta. Gesù, figlio di Dio, espressione perfetta dell’amore del padre, con la tua vita con la tua parola, la tua morte e resurrezione ci hai donato la salvezza eterna. Sono nelle tue mani la conversione e la guarigione dei miei figli che tu ami sicuramente più di me.
Grazie!
Anna